La mia storia da motociclista inizia nel 2008 e, dopo aver percorso le strade per un anno, decido in questa nuova stagione di provare la pista. Ho iniziato da subito con piste grandi, in quanto tutte le persone che conosco insistevano nel dire che la mia moto era troppo grande e pesante per me, che non sarei mai riuscita a guidarla e gestirla al meglio, soprattutto nello stretto. Sono così rimasta "bloccata" psicologiamente al punto da aver perso fiducia in me stessa e arrivando quasi a rassegnarmi all'idea di un futuro da motociclista a metà, finchè quest'anno, verso la fine della stagione, decido di provare a superare questo blocco che mi impediva di vivere a pieno la mia passione.
Prenoto una uscita a Varano, pomeriggio da trascorrere in compagnia del mio compagnio e di suoi 3 amici. Arriva il sabato mattina, si caricano le moto sul carrello e si parte. Arrivati in autodromo, tempo di scaricare le moto e montare il gazebo, che sono già sugli spalti a vedere il tracciato. Il primo pensiero che mi è passato per la testa è stato "ma quanto è stretta!". Il cuore ha iniziato a battermi forte, una certa ansia mi preoccupata e subito ho individuato due punti, che avrebbero potuto essere critici per me, anche se il circuito non è molto veloce. Mentre ero lì ad osservare dall'esterno il del circuito ho subito avuto la convinzione della necessità di utilizzare una buona tecnica di guida per affrontare il tracciato e continuavo a ripetermi che ce la dovevo fare, che ero arrivata fino a lì e che non potevo tornare indietro. La sfida con me stessa era aperta... per fortuna che una piadina cotto e formaggio mi ha alleviato l'ansia!
Si avvicina l'ora X! Vestizione, tremarella e farfalline in pancia, ma stavo finalmente entrando nel tracciato. Mentre percorro la corsia di accesso mi coglie di sorpresa una strana calma agosciosa, prendo un bel respiro e vado. I primi giri sono tranquilli, osservo i cordoli, la condizione dell'asfalto e le traiettorie aprofittando del poco traffico e constatando le buone condizioni di aderenza del tracciato. Sondo anche i punti che avevo identificato come critici nella mia analisi esterna e non mi sembrano poi così critici, trovo anche il tempo di esprimermi al meglio da subito in due curvette che mi poacciono. Dopo circa mezz'ora esco, mi riprendo un attimo e percepisco una strana soddisfazione interiore alla quale però voglio credere e quindi mi ributto in pista e provo a spingere un pò di più.. sento la moto che tiene, mi fido e la lascio scorrere alla parabolica, che mi piace, e lei si lascia guidare. Continuo a girare... giro, giro e giro, provo e ci riprovo, sento bene la moto, prendo confidenza con i cambi secchi e le esse veloci, vado sempre di più con sempre maggiore soddisfazione. Sento ancora adesso il sorriso che ad ogni giro si apriva sempre di più sul mio viso (per fortuna avevo la visiera scura!) ed ho continuato fino alla bandiera a scacchi. Non so quanto ho girato ininterrottametne, ma non accusavo la stanchezza e la sete, ero felicissima e basta!
Costretta dalla bandiera a scacchi ad abbandonare la pista, scendo entusiasta, euforica, oserei dire estasiata! Sì, ce l'ho fatta, avevo vinto io e non solo una mia paura, ma anche tutte le idee e le fisime mentali inculcate da persone che non mi hanno mai dato fiducia, che mi credevena e vedevano impedita con una moto come la mia. Ebbene sì, avevo vinto "lo stretto!!!
Or sono più sicura e fiduciosa, nessuna pista mi fa più paura e riesco davvero ad apprezzare la mia passione e la mia moto in maniera completa. Grazie Varano! Questa mia esperienza mi ha fatto capire che i limti che a volte pensiamo di avere, sono solo mentali. Bisogna andare oltre, provare a superarli facendo quello che sentiamo, senza ascoltare nessuno se non la nostra stessa passione...
Sono felicissima di aver raccontato la mia migliore avventura dell'anno, perchè credo siate le uniche persone a capirmi davvero. Grazie a tutte!
... la passione per le curve...


















