La mia prima vera stagione da motociclista in pista inizia quest'anno a maggio e con mille sacrifici sono riuscita a fare 7 uscite...tutte bellissime! ...o meglio, quasi tutte! Infatti questo racconto è dedicato proprio a quella non bella. Vi state chiedendo il perchè? Con questo report voglio uscire un pò dagli schemi e raccontare questa mia passione da un altro punto di vista, ossia quello del sacrificio e della sofferenza. Voglio raccontare quanto questa nostra passione a volte ci porti a voler stare sulla moto ad ogni costo, anche in condizioni fisiche e metereologiche pessime! Il mio racconto ha poco di bello...
Faccio un passo indietro, per chi non avesse letto il mio report della caduta con il motard. Infatti, domenica 11 ottobre decido di fare la mia seconda uscita con il motard in una pista a 10 minuti da casa. Per tutta la giornata è stato un crescendo di divertimento, fino all'ultimo turno dove sfortunatamente mi aggancio ad un altro pilota e avviene il botto! Ci portano via entrambi in ambulanza. In apparenza non ho niente di rotto, quindi così dolorante decido comunque di andare all'uscita programmata ad Alès in Francia, già da tempo prenotata per il weekend successivo. Abitando a Cuneo ho questa possibilità in più di andare in queste piste, dove quando da noi arriva la brutta stagione, in Francia le temperature sono migliori e consentono di girare in sicurezza.
La preparazione inizia già il venerdì, il 16 ottobre, preso di ferie appositamente. La mattina arriva Christian, il mio compagno di viaggio, con il furgone per caricare la moto. Al termine di questa operazione dedico il resto della mattinata all'acquisto di alcuni oggetti fondamentali per la trasferta, soprattutto sacco a pelo e materassino, in quanto questa volta abbiamo deciso di dormire nel furgone. Speriamo non faccia troppo freddo...
Nel primo pomeriggio, verificato di aver caricato tutto il necessario, andiamo a fare la spesa e alle 16.00 partiamo alla volta della Francia. Il viaggio è di 6 ore, non passava più, e arriviamo in autodromo verso le 22.00-23.00, dove ai box ci aspettavano gli altri compagni di questa avventura. Appena arrivata mi rendo subito conto della bassissima temperatura, un freddo da morire. Intanto, ci teniamo caldi scaricando tutto e verso mezzanotte si mangia in ottima compagnia, mentre il furgone si scalda con la stufetta. Quando siamo andati a letto, non riuscivo assolutamente a scaldarmi, ma dopo aver dormito il bello è arrivato alla mattina appena sveglia. La prolunga serviva per le termocoperte...il solo pensiero di spogliarmi e mettermi la tuta mi devastava, senza contare che i dolori andavano aumentando ed io mi stavo irrigidendo sempre di più per il freddo.
Nell'indecisione sul da farsi e sentendo i dolori, perdo il primo turno! Arriva il momento del secondo turno... panico! Non riuscivo neanche a salire sulla moto se non mi aiutavo con la mano a sollevare la gamba e buttando il petto a contatto con il serbatoio. Morivo veramente dal dolore! Arriva il momento di partire, nonostante il mio stato fisico, entro in pista! Iniziano i primi giri, non capivo niente della pista, mai sentita così male ed impedita, nemmeno la mia prima volta. Il vento era fortissimo, c'era freddo, e nel sali scendi della pista non capivo dove dovevo andare e quasi subito mi assale la stanchezza, così dopo neanche 5 giri rientro al box perchè sentivo non farcela, ma al tempo stesso non volevo rinunciare, a nessun costo. Continuavo a girare nella speranza di migliorare, ma senza nessun divertimento!
All'improvviso arriva uno dei piloti che in quella occasione facevano anche da istruttore, un ragazzo che correva con Doohan in Superbike e mi dice di salire dietro di lui come passeggera così da potermi mostrare dove passare e farmi provare una sensazione davvero unica! Salgo sulla sua R6 veramente bella, equipaggiata con una maniglia sul serbatoio, dove mi sono dovuta aggrappare. Ho il panico addosso perchè sapevo a cosa andavo incontro! E' stato bellissimo! Ho provato l'emozione più forte della mia vita e penso che mai la riproverò! E' qualcosa di indescrivibile... lui andava con un fulmine e strisciava tutto, io quasi anche le orecchie. Il mio cuore batteva come non mai, mi mancava il respiro! Le mie mani piano piano si staccano dalla maniglia, non reggo più perchè ci vuole una forza allucinante! Riesco a dargli due pugni sulla schiena e capisce che deve uscire. Arriviamo ai box, neanche un attimo per fermarmi che inizia il mio turno. Ancora gasata dall'esperienza appena vissuta entro in pista con la mia moto e finalmente riesco a fare un turno come si deve ed inizio a divertirmi, sapendo dove mettere le ruote, ma i dolori continuano ad aumentare ed è sempre peggio!
Arriva sera ed è il momento di chiudere questa prima giornata. Avrei tanto voluto farmi una doccia, ma non mi dilungo su questo punto alquanto penoso! Si mangia e arriva di nuovo il momento di dormire nel furgone per affrontare la giornata successiva. Al mattimo mi sveglio e quando mi alzo zoppicavo, quasi non riuscivo più a camminare, ma testarda ero di nuovo sulla moto a fare i miei turni, non c'era niente da fare! Alla fine quasi piangevo e non vedevo l'ora di tornare a casa...
E' stata una brutta esperienza, che mi auguro di non riptere mai! Ho voluto forzare e andare oltre il mio limite fisico, ma era davvero impossibile. Il lunedì sono andata dall'ortopedico a farmi vedere e lui urgentemente mi ordina una risonanza magnetica, che evidenzia subito una frattura dell'ileo pelvico... motivo dei miei fortissimi dolori! Sono stata un pò incosciente, ma come facevo a rinunciare? Ora ne pago le conseguenze e spero di rimettermi presto per poter salire in sella in piena forma.
... la passione per le curve...


















