IL RACCONTO DI CINZIA - Varano... mi piace!
Varano è una pista che "conosco" perchè ci ho girato 5 o 6 anni fa al mio primo Raduno Motocicliste. Una pista che voglio riprovare perchè so che ci fanno delle gare per me accessibili ed ecco l'occasione di girarci di domenica con prove cronometrate suddivise per turni. Grandioso!
Verificato che il meccanico sia libero per accompagnarmi faccio la prenotazione. La mattina della partenza mi sveglio alle 5 in quanto l'incontro è previsto per le 6. Carichiamo le ultime cose e partiamo. Lungo la strada troviamo anche un bell'acquazzone, ma non mi preoccupo, Varano non è vicina, ci sono ancora 180km di autostrada da fare ed il meteo dava sole in zona autodromo.
Arriviamo come da tabella di marcia alle 8 e ci sono dei ragazzi che ci accolgono per dirci dove parcheggiare. Sono colpita da tanta efficienza! Il paddock è piccolo e c'è ancora poca gente con un'atmosfera molto casalinga e familiare.
Alla fine della giornata comunque non ci sarà il pienone, ed effettivamente con al massimo 40 moto per turno e 3 turni, non è che potesse girare molta gente. Dalle 9 alle 10.15 si gira tutti, con transponder all’opera per la suddivisione vera delle capacità e non sulla parola.
Al ritiro transponder mi sento chiamare “Dal colore dei capelli direi che sei la Cinzia” … ragazzo conosciuto su FB molto simpatico, supporter di un gruppo di 3 piloti che si erano anche offerti di farmi da traino, ma per il ritorno su questa pista, visto il loro passo ringrazio per la disponibilità e passo alla prossima volta. La sottoscritta ha la moto stravolta: corona +3 dall’originale, pedane nuove, centralina rimappata, scarpette pirelline.
Cerco di guardare come girano gli altri, ma dal rettilineo non vedo molto. Il mio meccanico poi riuscirà a vedermi e cazziarmi per tutta la pista tranne che per il ferro di cavallo, io invece vedo solo ingresso rettilineo box, rettilineo e la prima esse.
Bene entriamo in pista, primo giro in terza, che schifo, torniamo alla seconda, niente male, ma come tira la cucciolina. Faccio il primo turno alla solita modalità bradipo, e capisco da subito che la parte della pista che mi piace va dalla variante veloce alla fine del rettilineo. Poi ho 2 esse che mi incutono timore e non ci sono cazzi, rallento, freno e le prendo a due all'ora, ma non mi importa e mi concentro sulla parte della pista che mi piace!
Primo turnino nelle libere fatto, decido che prima che chiudano la pista in assetto libere voglio tornare dentro almeno 10 minuti ed ecco che la stordita che risiede in me esce, e cado con la moto in paddock e il piede rimane sotto il suo delicato peso per un paio di minuti. Il tempo di avere meccanico e 3 ragazzi a togliermi la moto da dosso: incredibile non mi sono fatta niente! Ringrazio i miei stivali TCX e rientro in pista arrabbiata per l'accaduto, ma non faccio in tempo a fare due giri che mettono la bandiera a scacchi.
Durante la giornata mi faccio 5 turni, e mentre guadagno sempre più nella parte in cui mi piace perdo nell’altra. Alla fine del secondo turno poi il meccanico esordisce:
“Che è successo nell’ultimo giro ?”
“Ehm non so ?!”
“Hai fatto il primo pezzo in 57” quando di solito lo fai in 1’10” “
“ Ops, ho sorpassato una ragazza ritardando la frenata dell’ingresso curva, e poi mi sono infoiata dietro un gruppetto, ma poi ho visto la fine dell’asfalto e la esse e ho inchiodato per entrare e ho mollato l’inseguimento perché mi sono persa via (ndr=spaventata) ”
Alla fine della giornata sono contentissima nonostante il tempo staccato, perché finalmente mi sono sentita più rilassata sulla moto, ho riniziato a vedere l’asfalto da moooolto vicino (effettivamente ogni tanto avevo timore di toccare il ginocchio e speravo di non farlo), e le foto confermano che esco dalla moto: avrei voluto girare ancora e ancora, quel pistino mi stava proprio dando soddisfazioni, mi rendevo conto che nella parte che mi piaceva non perdevo molto da quelli davanti riuscivo a mantenere il contatto visivo per tutto il pezzo, ma poi dopo il rettilineo non c’era verso. Però ero stanca di testa e ho rinunciato all’ultimo turno di libere. Infatti nell’ultimo turno di cronometrate c’è stata una caduta con bandiere rosse (esposte 5 curve prima dell’incidente e non 7 dopo come in gara a Franciacorta) e siamo rimasti in pitline in attesa del ripristino della pista: il rientro è stato un trauma, non avevo riferimenti e mi sembrava veramente di andare a margherite, della serie “ oh cavolo, ma c’è la curva, o ma cavolo ma c’è la esse” per fortuna che al secondo giro la testolina si è riconnessa, e ho girato ancora divertendomi.
Adesso non vedo l’ora di tornarci, e di farmi passare la paura delle esse.
Oltre al divertimento in pista ho conosciuto una ragazza di Asti e il gruppetto di ragazzi della mattina che spero di ricontrare quanto prima in qualche pista così mi faccio tirare un pochetto.
Alla fine che posso dire: grazie Varano e a presto!
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...la passione per le curve...























